A beffarlo è stato lo stato di ansia
e di agitazione in cui è caduto appena arrivato al varco
controlli del porto di Bari. Perché uno degli agenti incaricato
della verifica dei documenti dei passeggeri sbarcati da una
motonave partita da Durazzo, in Albania, ha prestato più
attenzione scoprendo, dal database in dotazione, che il 49enne
di fronte a lui era destinatario di una sentenza irrevocabile
per associazione per delinquere finalizzata alla riduzione o al
mantenimento in schiavitù o in servitù, sfruttamento della
prostituzione e alla violenza sessuale aggravata.
L'uomo, di nazionalità rumena, è stato arrestato e portato in
carcere. I provvedimenti a carico del 49enne, secondo quanto
accertato dalla polizia, sono due. Il primo è stato emesso dopo
una sentenza della Corte di Assise di Perugia del 29 aprile 2010
e divenuta irrevocabile nel marzo dell'anno dopo, la condannata
per associazione per delinquere finalizzata alla riduzione o al
mantenimento in schiavitù o in servitù, sfruttamento della
prostituzione e violenza sessuale aggravata, per fatti commessi
dal febbraio 2005 al settembre 2006. Il secondo provvedimento,
invece, è stato emesso a seguito di sentenza del Tribunale di
Perugia per rapina in concorso. Entrambi sono confluiti in un
unico provvedimento di cumulo pena che condanna l'uomo a una
pena residua di quasi 15 anni di reclusione e a una multa di
poco più di mille euro.
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