Corpo e fisicità in scena, miti e creatività futura, cosmogonia: sono l'essenza dei festival di teatro, danza e musica della Biennale di Venezia, presentati stamani a Ca' Giustinian, alla presenza dei direttori di settore Willem Dafoe - al suo esordio da responsabile in laguna, ma con una cinquantennale carriera teatrale affiancata a quella hollywoodiana -, Wayne McGregor e Caterina Barbieri, anche lei al debutto. La presenza fisica dell'attore e la sua centralità nella creazione scenica sono i cardini del 53/o Festival internazionale del Teatro 'Theatre is body - Body is poetry', in programma dal 31 maggio al 15 giugno.
Il corpo, "la sua presenza, la sua intelligenza fuori dal nostro controllo, è il cuore pulsante del teatro", ha rilevato Dafoe, che ha individuato quattro principali ambiti di ricerca attraverso i quali si snoderà il programma: i 50 anni del 'nuovo teatro' di Luca Ronconi; i maestri d'oggi e la loro creatività post moderna e post drammatica; lo sguardo sul futuro, e quindi le generazioni emergenti e le loro poetiche inattese; e infine Biennale College, il progetto pluriennale che sostiene i nuovi talenti. "Quando il presidente mi ha proposto il ruolo di direttore mi sono sentito onorato", ha dichiarato Dafoe, già vincitore della Coppa Volpi a Venezia per la sua interpretazione di van Gogh. "Ho accettato immediatamente - ha proseguito -, e il pensiero successivo è stato 'quale contributo posso dare in particolare?'". In merito alle scelte per il 'suo' festival, ha spiegato che "sarà personale. Cercherò di riflettere l'unicità di ciò che il teatro è per me".
Guarda invece al passato per immaginare il futuro attraverso il potere generativo dell'arte 'Myth Makers - Creatori di Miti', il 19/o Festival internazionale di Danza contemporanea, in programma dal 17 luglio al 2 agosto. I miti attorno ai quali ruota il tema della Biennale Danza "hanno svolto un ruolo cruciale nel corso della storia", ha sottolineato McGregor, e hanno fornito "un quadro di riferimento per comprendere l'esistenza, la moralità e il cosmo. Ci aiutano a esprimere le nostre paure, aspirazioni e i misteri della vita". Tra spettacoli dal vivo, arte e tecnologia, installazioni, workshop e conversazioni, saranno rappresentate sul palco 8 prime mondiali, 7 europee e 5 italiane, con oltre 160 artisti coinvolti, per un totale di 75 aperture al pubblico.
Si intitola infine 'La stella dentro' il 69/o Festival internazionale di Musica contemporanea, che si svolgerà dall'11 al 25 ottobre. C'è un richiamo al "desiderio di cose grandi e di vastità - ha spiegato Barbieri -. Vibrazione che permea il cosmo e ci attraversa con meraviglia, suono che trasporta fuori dai confini dell'ego e apre all'incontro con l'altro, l'ignoto". La rassegna esplora la musica cosmica, il suo "potere generativo di creare nuovi mondi", oltre "rigide definizioni o affiliazione storica". Spazio a incursioni nella musica antica, contemporanea, folk, e techno. A inaugurare il festival, un corteo musicale dell'artista boliviana Chuquimamani-Condori: una processione di barchini attraverserà i canali e culminerà in un concerto davanti all'Arsenale. Nell'introdurre i festival, il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, ha posto l'accento sulla comprensione dell'arte nelle discipline performative, che "non richiede a tutti una postura oggettiva", ha sottolineato, perché "al contrario supera ogni soggettività e pone noi stessi, noi pubblico e gli artisti, in una dimensione generativa".
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