Per il figlio John, era l'uomo forte e rassicurante che era sempre disponibile quando arrivava a casa da scuola, ma per il resto del mondo, e soprattutto per il pubblico italiano, Georges Simenon, lo scrittore prolifico di oltre un centinaio di romanzi, 'allievo' di Colette e amico di Federico Fellini, è l'ideatore dell'ispettore Maigret. Ne scoprirà tutti gli aspetti, chi visiterà l'enorme mostra che dal 10 aprile all'8 febbraio gli viene dedicata a Bologna, 'Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere' a cura del direttore della cineteca Luca Farinelli e di John Simenon. Uno "straordinario progetto", ha assicurato l'assessore bolognese alla Cultura Daniele del Pozzo.
Per sei anni John ha cercato di organizzarla a Liegi, città natale del padre. Ma invano. Poi per dieci anni ha lavorato a questa immensa esposizione che occupa 1300 metri quadrati della Galleria Modernissimo, il sottopasso che passa sotto la via Emilia, vicino a piazza Maggiore, trasformato in spazio eventi con l'apertura nel 2023 del cinema Modernissimo. Sono 856 i documenti, alcuni inediti, 900 le fotografie che scorrono su una decina di maxischermi illuminati in una sorta di narrativa continua, una quarantina i filmati nell'allestimento firmato dallo scenografo Giancarlo Basili (che ha all'attivo le scene dell'Amica Geniale, Hammamet, Il Caimano e ha lavorato con Marco Bellocchio).
Perché l'opera di Simenon - vastissima - ha travalicato non solo i generi ma anche i mezzi espressivi e il suo Maigret è stato protagonista al cinema fin da subito. È del 1931 la pubblicazione del primo romanzo, dell'anno seguente la prima riduzione cinematografica, La nuit du carrefour diretto da Jean Renoir con Pierre Renoir nella parte del protagonista. È lui il 'Maigret' preferito di John, quello che ha rappresentato meglio il personaggio, ma anche "Depardieu". Invece Gino Cervi, indimenticabile Maigret dall'accento bolognese in tv "era rimarcabile fisicamente. Ma non posso dire altro perché non capivo quando parlava". "Comunque - ha ricordato - aveva una bellissima amicizia con mio padre. Quando veniva per cure in Svizzera lo passava a trovare". A testimonianza che Simenon "non è passato, ma presente e futuro", l'ultimo film uscirà in autunno 'Maigret et le crime de la rue de Bellechasse', diretto da Pascal Bonitzer con protagonista Denis Podalydès.
I viaggi di Simenon - che sono fisici ma anche spirituali, un modo per essere libero - partono da Liegi, ha spiegato Farinelli. Segue il viaggio del trasferimento nella Parigi degli anni '20, i viaggi dal 1928 quando con la prima moglie andò a vivere in barca (ritrovato e in mostra l'album famigliare di Tigy), esposte molte delle foto scattate per i suoi reportage da Simenon. E ancora altra tappa è il viaggio negli Usa dove conosce la seconda moglie. Capitolo a parte per l'Italia che è il Paese al mondo con più lettori di Simenon. Il rapporto dal 1932 con Mondadori e poi nel 1984 la decisione di passare ad Adelphi dopo il corteggiamento di Roberto Calasso, con un progetto editoriale che ha portato alla sua scoperta come scrittore a 360 gradi, non solo come autore dei gialli di Maigret iniziato con il dolente e duro 'Lettera a mia madre'.
"Come Adelphi - ha spiegato il direttore Roberto Colajanni - ci siamo occupati come osservatori partecipanti di questa mostra che svela tutto ciò che Simenon era". Non solo Maigret, quindi.
"Ho iniziato a leggere ed amare mio padre a quarant'anni. Mi piace Maigret ma non è fra i miei preferiti - ha concluso il figlio -. Amo 'La neve era sporca' per ragioni anche affettive, perché c'è una frase che ho sentito fin da bambino e adolescente 'il mestiere di uomo è difficile'.
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